Vivere e formarsi a vivere la secolarità consacrata per divenire, come auspicava Paolo VI, laboratorio sperimentale dei rapporti Chiesa – Mondo. A 70 anni dalla Provida Mater la presenza degli Istituti Secolari nella Chiesa di oggi si gioca sempre e forse ancora di più sul ritornare ad essere presenti e protagonisti nei luoghi dove il messaggio evangelico non fa presa ed è soffocato da disvalori che negano la piena realizzazione dell’uomo. Al laico consacrato la Chiesa chiede oggi, come 70 anni fa, di vivere in povertà, castità ed obbedienza nei contesti meno sensibili ad accogliere i valori cristiani: è li che ci si attende dai membri degli Istituti Secolari un paziente lavoro di mediazione e di individuazione di nuovi stili di comunicazione e di accoglienza. Certo è che per realizzare tutto ciò serve anche molto coraggio: testimoniare e vivere da cristiani, nel mondo della politica, della scuola, della sanità, dei media non è uno scherzo, ci vuole veramente schiena dritta, condivisione di obiettivi e costante confronto dentro e fuori le comunità Istituto. Quello che è da reinvendare pare forse essere un metodo più accellerato e dinamico di elaborazione di nuovi percorsi formativi alla secolarità consacrata in grado di recepire con incisività i repentini cambiamenti che avvengono nel mondo, luogo teologico per eccellenza della consacrazione secolare. In tutto ciò un utilizzo appropriato delle nuove tecnocologie di comunicazione è auspicabile? Forse si…Molti istituti già vivono al loro interno la difficoltà di conoscersi e di scambiarsi informazioni su come realmente si vive in paesi e continenti diversi e su come incarnare li proprio carisma originario. Posto che le differenze culturali sono da considerarsi un valore e non un intralcio, occorre insistere sulla comunicazione e sullo scambio in rete affinchè il confronto avvenga, sia arricchente e serva alla formazione della coscienza e alla comprensione di ciò che avviene nei luoghi in cui quotidianamente siamo presenti e ci viene richiesto di spenderci in prima persona per il Vangelo.