Nel nuovo Testamento il cammino del cristiano è visto come sequela di Cristo, Verbo del Padre fattosi uomo, fonte di vera speranza per ogni uomo che attende intimamente il regno di Dio.

Nel suo libro Il Portico del Mistero della seconda virtu, Charles Peguj dice della Speranza:

“…La Speranza è una bambina da nulla.

Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell’anno scorso.

Che gioca ancora con babbo Gennaio.

Eppure è questa bambina che traverserà i mondi.

Questa bambina da nulla.

Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti.

Come la stella ha guidato i tre re fin dal fondo dell’Oriente.

Verso la culla di mio figlio.

Così una fiamma tremante.

Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi…”

Maria ci insegna a sperare in senso cristiano quando, nel segreto della sua casa, sta in ascolto di Dio e crede che Lui veramente farà “..Grandi cose…” nella sua vita.

E che cosa può voler significare per noi sperare in senso cristiano? Può forse voler dire:

  • accogliere ogni circostanza del vivere, anche la più complessa e dolorosa, senza rinunciare a credere che la misericordia del Padre tutto unifica, tutto rappacifica, tutto rende possibile?

  • lasciarci trasformare dall’Amore del Padre, cercando la Sua volontà e facendoci compagni di strada di tanti uomini anch’essi come noi alla ricerca del volto vero del Padre?

  • non smettere mai di guardarci dentro ed attorno e di scrutare l’evolversi della storia?

  • non rinunciare mai ad una parola di verità e di giustizia?

  • non scappare di fronte agli interrogativi più scomodi che richiedono un confronto anche con chi non la pensa come noi?

  • vivere il mistero della riconciliazione e del ritorno del Padre dopo ogni distacco da Lui?

Rosanna, MdI