“…Mie giovanissime,

anche oggi apro a caso la nostra Costituzione e sottolineo alcune parole di un articolo: tutto ciò che gli uomini hanno (energie e debolezze, capacità e limiti…) sono realtà da orientare al Padre per mezzo di Gesù Cristo.

Ho sottolineato due termini: debolezze e limiti, proprio pensando a noi “giovanissime” e al nostro viziaccio di fermarci alle nostre debolezze e limiti, dimenticando di orientarli tutti, ma proprio tutti, a Gesù Cristo.

Ci pare che non riusciamo più a “realizzarci”, in quanto non siamo contente di noi, ci sentiamo a volte sole, ci mancano tante cose, tante cose ci sono venute meno, non riusciamo più a fare ciò che ieri facevamo…Ecco: debolezze e limiti! Ma che cosa può significare, per noi, orientarli a Gesù Cristo?

Voglio farvi una domanda: abbiamo mai provato, accorgendoci di un limite nostro, di una debolezza, di una mancanza, a rivolgerci a Gesù, molto umilmente ma anche gioiosamente, e a dirgli: Ti ringrazio (si, proprio Ti ringrazio!) di permettere in me queste povere realtà perché cosi fai in modo che io mi accorga di essere povera e non mi inorgoglisca di niente! Te ne ringrazio soprattutto perché non posso non abbandonarmi al tuo Amore, come una bimba inferma nelle mani del papà, che ha un cuore di mamma!…

Abbiamo mai provato, dunque, a ringraziarlo esprimendogli così un amore fiducioso? Ebbene se non abbiamo mai provato, proviamoci oggi. E’ questo l’invito mio, mentre vi chiedo perdono se, forse, sto ripetendo le solite cose: quelle di cui sono personalmente convinta!

La vostra Germana