Vorrei, Signore, che Tu
ti coricassi vicino a me
sotto una pianta di ulivo,
e insieme guardassimo l’azzurro
tra i rami,
e insieme parlassimo di pace,
pensassimo
pace,
e tutto fosse pace
in tutti gli uomini.

Vorrei che ci fosse tanto sole,
tanto silenzio.

O forse, non parlassimo neppur;
ma la pace regnasse,
e Tu, grande,
molto grande,
fossi vicino a me piccolo,
a me, in pace.

O perchè non sostare
vicino
ad una pianta di minosa,
mentre attorno è inverno,
e lasciarsi invadere dal profumo,
e capire nel profondo
ch’è più inebriante
l’incenso
dinanzi all’altare, in silenzio?

O anche restare insieme
davanti a un prato
immenso,
che finisce dove comincia l’azzurro.

E tacere, tacere perchè davanti all’infinito
solo il silenzio vale
– e il mio infinito sei Tu –

Germana – 1980
(testo dattiloscritto, firmato di proprio pugno)