Domanda: E’ possibile vivere i consigli evangelici nella vita ordinaria?

Risposta: Si, è possibile ma occorre prendere coscienza che i consigli evangelici non rappresentano solo una novità di vita per la persona che li vive ma anche per tutti coloro con cui la stessa si relaziona. Se a livello di coscienza individuale scatta l’intuizione che è si è chiamati a vivere una vita di totale donazione a Dio sulle orme di Cristo, deve fare immediatamente seguito la consapevolezza di essere chiamati ad educare gli altri a fare altrettanto. I consigli evangelici non servono solo per la conversione/santificazione del consacrato ma servono per costruire la comunità cristiana e per sostenerla nel cammino della storia; in tal senso ogni consacrato è chiamato a lasciarsi interpellare dalle esigenze del “Regno” prima ancora che dalle sue egoistiche mire di perfezione…

Domanda: E’ difficile vivere i Consigli Evangelici?

Risposta: I Consigli Evangelici vengono vissuti dalla persona consacrata in vista di un bene più grande e la persona è chiamata a viverli nel modo più autentico e creativo possibile mettendo in moto doti ed intelligenza. Per i consacrati che vivono i consigli evangelici nel mondo la creatività poi è d’obbligo! L’azione e la contemplazione spesso coesistono e l’azione porta in sé i germi di una preghiera di intercessione, di richiesta di aiuto, di lode. Dei contemplativi in azione lo siamo continuamente! Guai se prima di agire non contempliamo il nostro prossimo (contemplare = guardare attentamente, e per lo più con ammirazione e riverenza), non impariamo ad ascoltarlo… ecco forse è lo stupore difronte all’altro e l’ascolto di quello che ha da dirci il miglior modo di capire se siamo sulla strada giusta per vivere in pienezza i consigli!

Domanda: Come possiamo intendere la secolarità?

Risposta: intanto non è poi così sbagliato affermare che “religioso” è anche un po’ sinonimo di potere, di più alte prerogative da parte di chi religioso lo è nei confronti di chi non lo è…Ma Cristo ha rifiutato ogni logica di potere e ci ha detto di vivere secondo una logica di servizio..Lo ha detto e ripetuto più volte ai suoi discepoli che però non si sa quanto abbiamo capito. A chi vive nel secolo, in mezzo alla piatta e contraddittoria quotidianità tocca l’essere per forza di cose a servizio, non ha prerogative per esercitare poteri se non quelli che gli derivano da un particolare status sociale e/o lavorativo e qualora gli capitasse di esercitare una qualche forma di potere, questo lo spinge di fatto ad un atteggiamento di profonda umiltà ed ascolto della realtà…Ecco, se si vuole pensare alla secolarità, pensiamo al lievito che fermenta la pasta…apparentemente insignificante, privo di potere…ma fa la differenza!