Sono felice quando qualcuno mi dice grazie.

E non sarà facile Dio se lo ringrazio d’avermi chiamato a portare sostegno e conforto e speranza a chi è solo, triste, povero, infermo, anziano o in qualche modo infelice?

Quando qualcuno mi ringrazia, mi sento animato a un nuovo dono di me stesso. E se io ringrazio Dio, il mio è un umile invito a domandarmi altra forza, altra generosità, altro amore, altra speranza da offrire a mia volta a chi soffre.

Se è contagiosa, purtroppo, l’amarezza, è però contagiosa anche la speranza , anche la bontà; e se gli altri vicino a me o, di più, a chi non è ancora stato attratto da questa missione, ne faccio sentire la bellezza, se lascio trasparire la mia riconoscenza a Dio per essere stato chiamato ad avvicinare chi soffre, la mia serenità diventerà contagiosa e sarà per gli altri un “dono di speranza”.

Tratto da “Brevi articoli di Germana Sommaruga sulla Speranza rivolti a chi assiste i sofferenti” – Biblioteca dell’Associazione “Amici Insieme con Germana”

 

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