La nostra consacrazione ci porta ad un impego d’amore per sempre tra i sofferenti di qualunque sofferenza.

La nostra missione è rapporto di carità. Chi ama non si appartiene. Serve, dunque si mette dal punto di vista dell’altro, cerca realmente ciò che è meglio e si preoccupa di tutto ciò che lo riguarda.

E’ questo il realismo dell’amore. Pur con tutti i nostri limiti, dobbiamo perseguire questo ideale senza scoraggiarci.

Nell’avvicinarci al fratello, bisogna sempre cercare di agire come il Cristo, sforzandoci di avere i suoi sentimenti e le sue parole, perchè attraverso noi, senta quanto il Padre lo ama e si apra alla speranza.

Il pensiero del cielo è la speranza più radicale e centrale dell’uomo, ciò che dà senso alle sue aspirazioni e deisideri. L’ascolto, la partecipazione, il cercare di capire, la dedizione, insomma l’amore concretamente realizzato verso il prossimo oppresso ed afflitto, è speranza, fede, preghiera. La nostra vita consacrata si esprimerà allora veramente nei tre aspetti fondamentali della speranza cristiana: la ricerca del definitivo, l’impegno quotidiano e la sicurezza nel Cristo risuscitato.

Rosa, Missionaria – Imperia