..La ricordate bene la parabola del “buon samaritano”? Ricordate che solamente uno, il samaritano, un uomo semplice che non aveva tante pretese, scese dal suo mulo per medicare il povero uomo ferito che poi accompagnò in albergo e pago tutto per lui?

Ebbene: ieri, un poco birichina, feci questa domanda ad un giovane amico sacerdote: Perché mai i due, il levita ed il sacerdote ebreo, non si fermarono vicino al povero ferito? Eppure dovevano essere stati formati all’amore verso il prossimo, com’è scritto nella Bibbia!Tu che sei sacerdote, che cosa ne pensi? Perché quei due avevano tanta fretta e hanno proseguito il viaggio? Il mio giovane amico ha capito subito che la mia domanda era un poco birichina e che volevo metterlo nei pasticci  e sapete che cosa mi ha risposto? Mi ha risposto che tanto il levita quanto il sacerdote ebreo non si sono fermati perché avevano fretta di raggiungere la città: dovevano andare ad ascoltare la conferenza di un rabbino sapiente che avrebbe parlato della carità verso il prossimo, anzi, verso i sofferenti!Mi sono messa ha ridere e gli ho risposto: “Mi hai messa nel sacco, ma spiegami meglio!” E lui: “Vedi, ci sono tante cose che ci piace udire in una bella conferenza. Ascoltiamo con piacere chi predica bene, ci interessano tante cose specialmente se nuove e moderne. Quando il conferenziere ha finito ci pare di saperne di più! E tu cosa ne pensi? Risposi: “Penso che sia più facile ascoltare le belle cose che metterle in pratica. Più simpatico sentir parlare della carità che realizzare la carità! Più interessante leggere una pagina ben scritta sull’amore verso il prossimo che andare  incontro a chi soffre…” E il mio giovane amico sacerdote mi risponde: “Sono d’accordo”.

Ed io penso: accade anche a noi “giovanissime”: a volte ci costa stare ad ascoltare una persona che soffre e si lamenta…e mi chiedo: “Perché non cerchiamo di interrogare Gesù nell’intimo della nostra coscienza, per capire oggi chi è il sofferente su cui dobbiamo chinarci? Non è mai troppo tardi! Coraggio e avanti! Nella fedeltà a Cristo Speranza e ai fratelli che soffrono: non a parole ma con i fatti, anche piccoli: non fiori ma opere di bene!

La vostra “Giovanissima” Germana.