ISTITUTO SECOLARE MISSIONARIE DEGLI INFERMI
CRISTO SPERANZA
L'ISTITUTO NELLA CHIESA

Gli Istituti Secolari rappresentano una modalità di consacrare la propria vita a Dio ed ai fratelli piuttosto recente che la Chiesa ha approvato nel  1947 con la Costituzione Apostolica PROVIDA MATER ECCLESIA di Pio XII.

Gli Istituti Secolari “…si distinguono da tutte le forme precedenti di vita consacrata, perché per i loro  membri rimanere “nel secolo”, cioè in pieno mondo, senza obbligo di vita comunitaria, laici tra i laici, è elemento essenziale e determinante della loro vocazione, al pari della consacrazione a Dio..” (da L. Morosini Montevecchi, S. Sernagiotto di Casavecchia – Breve storia degli Istituti Secolari – Edizioni O.R. – 1978).

L’Istituto Secolare Missionarie degli Infermi Cristo Speranza è di dirito pontificio ed ha avuto il suo primo riconoscimento da parte della Chiesa il 25 marzo 1948. Da allora, fedeli all’intuizione iniziale, abbiamo continuato a vivere la consacrazione nel mondo camminando insieme agli uomini del nostro tempo alla ricerca di risposte evangeliche alle sfide del quotidiano.

Ci anima una spiritualità di speranza che attingiamo da Cristo redentore e salvatore di ogni uomo e della storia. La spiritualità di speranza ci insegna a guardare con simpatia e ottimismo cristiano al mondo con tutte le sue contraddittorie realtà, amandolo come luogo della presenza di Dio, che continua a operarvi con la sua Grazia. La spiritualità di speranza è essenziale anche per accostare il mondo della sofferenza: spiritualità e missione dell’Istituto si intrecciano e si completano a vicenda. Cosciente di questi valori, l’Istituto ha da sempre orientato a essi il cammino formativo dei suoi membri.

Nel carisma dell’Istituto, dono dello Spirito riconosciuto dalla Chiesa, si fondono tre componenti essenziali ed inseparabili:

– la consacrazione, vissuta come scelta libera e responsabile per stare alla  sequela di Cristo

– la secolarità che rende attuale il mistero dell’incarnazione di Cristo nelle vicende del mondo e che permette ai membri dell’Istituto di inserirsi con stile evangelico in ogni realtà, situazione, ambiente, professione

– la missione che è partecipazione alla missione di speranza di Gesù che ha annunciato a tutti l’amore del Padre, accostando sofferenti di ogni tipo e che, con la sua Resurrezione, è diventato nostra Speranza.

La consacrazione a Dio, vissuta con stile pienamente laicale, immersi nelle realtà del mondo richiede una risposta totale, generosa, costante, definitiva. La grazia e la fedeltà di Dio ci sostengono, nell’impegno di divenire più conformi a Cristo per servirlo nella disponibilità verso tutti.

I vincoli di castità, povertà ed obbedienza che assumiamo per stare alla sequela di Cristo ci aiutano a realizzarci nella pienezza del dono di noi stesse:

  • il celibato consacrato diviene libertà del cuore per un’apertura a un amore universale
  • l’obbedienza filiale al Padre con un abbandono fiducioso nella Sue mani, diventa disponibilità a cercare e realizzare ciò che a piace Lui piace nelle varie situazioni della vita
  • la povertà, fonte di libertà interiore e di solidarietà, ci spinge a riconoscere e amare Gesù povero nei fratelli e ci sollecita ad uno stile di vita sobrio che pone al primo posto le necessità degli ultimi

La preghiera ci aiuta a rimanere unite a Cristo e ad essere progressivamente a Lui fedeli ricercando continuamente il giusto equilibrio tra azione e contemplazione per coltivare un rapporto vivo e personale con il Figlio, in ascolto attento dello Spirito.

La nostra preghiera scaturisce dalla vita, dai contatti coi fratelli, dalla loro tensione talvolta inconsapevole verso Dio, dalle attese e speranze di cui siamo partecipi.
La Parola di Dio, l’Eucaristia, i Sacramenti, l’amore a Maria Vergine costituiscono alimento indispensabile per vivere con equilibrio la consacrazione immersi nel mondo, nella fedeltà a Dio e agli uomini per realizzare il compito specifico che la Chiesa affida agli Istituti Secolari e che  Paolo VI così sintetizza:Essere nel mondo, cioè essere impegnati nei valori secolari, è il vostro modo di essere Chiesa e di renderla presente, di salvarvi e di annunziare la salvezza. La vostra condizione esistenziale e sociologica diventa vostra realtà teologica, è la vostra via per realizzare e testimoniare la salvezza. Voi siete così un’ala avanzata della Chiesa «nel mondo»; esprimete la volontà della Chiesa di essere nel mondo per plasmarlo e santificarlo «quasi dall’interno a modo di fermento» (Lumen Gentium, 31), compito, anch’esso, affidato precipuamente al laicato. Siete una manifestazione particolarmente concreta ed efficace di quello che la Chiesa vuol fare per costruire il mondo descritto ed auspicato dalla Gaudium et Spes(dal discorso di Paolo VI ai  Responsabili generaĺi degli Istituti Secolari – 20 settembre 1972)

La Costituzione, espressione del carisma comunitario, ci aiuta ad individuare il cammino e la comunione fraterna, vissuta in diaspora, ci sostiene nella verifica e nella fedeltà.

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’ARGOMENTO TI INVITIAMO A CONSULTARE LA SEZIONE “APPROFONDIMENTI”.