Per testimoniare occorre essere.

Io posso dire parole di speranza, e non “essere speranza”: e il mio “dire”, allora, è come un seme arido, rinsecchito, che non pone radici, che non dà stelo.

Per testimoniare occorre vivere. Ed allora mi chiedo: io, la speranza, la vivo realmente? Quanto? Come? Solamente allorchè tutto va bene, sono soddisfatto, ho mille motivi di compiacimento? O anche quanto qualcosa va storto, ed io mi sento oppresso, incompreso, stanco, e gli altri, gli infelici, mi sono…estranei?

Per vivere la speranza, per comunicare la Speranza, è indispensabile che io l’attinga in Cristo, la sola vera Speranza degli uomini. Allora, se attingo da Lui la Speranza, io posso testimoniarla; e non occorreranno parole, basterà un cenno, un sorriso, un gesto di attenzione amabile: e sarà dono di speranza, che offro, ma sarà anche un dono di speranza che ricevo, perchè si accrescerà in me la speranza e traboccherà nuovamente sugli altri.

Tratto dal volume “Brevi articoli di Germana Sommaruga sulla Speranza rivolti a chi assiste i sofferenti” – Biblioteca dell’Associazione “Amici Insieme con Germana”