Da Francesca R., MdI incaricata per l’animazione vocazionale, riceviamo e pubblichiamo questi spunti di riflessione sul come accompagnare i giovani nel cammino di discernimento vocazionale…

 

FARE SILENZIO

Siamo tutti  abituati a stare in mezzo al rumore e il silenzio ci fa paura; il rumore però ci impedisce di ascoltare l’altro  e di capire cosa vuole dirci. La Bibbia ci dice invece che è nel silenzio che Abramo ha ubbidito a Dio e che Maria è stata visitata dallo Spirito Santo. Anche Gesù spesso taceva,  in silenzio volge il suo sguardo verso il giovane ricco e verso l’adultera che sta per essere lapidata. Le prime apparizioni di Gesù dopo la Resurrezione sono poi avvenute a porte chiuse e senza neanche troppo preavviso. E in silenzio Gesù si è affiancato ai discepoli di Emmaus. Il silenzio è importante: ci fa scoprire la volontà di Dio e ci fa correggere i nostri progetti, ci fa sfogare con Dio e ci permette di dirgli ciò che accade nel nostro cuore, nella nostra vita e in quella di chi ci sta accanto.

È nel silenzio che i nostri giovani possono conoscere ed accogliere il Padre attraverso il Figlio e lo Spirito e gioire del dono della vita.

RINGRAZIARE

Quando si inizia ad ascoltare Dio Padre ed il Figlio suo Gesù, possono essere tanti i motivi per ringraziare; possiamo infatti ringraziare per la chiamata alla vita, per gli affetti, per  la nostra intelligenza, per la presenza di chi ci fa camminare nella fede e nella vita, per i poveri ed i sofferenti che incontriamo e che ci chiamano a gesti di condivisione e di compassione.

Il grazie arriva dalla consapevolezza di essere noi stessi dono e di ricevere continuamente da questa vita. Ringraziare è l’opposto che ignorare il dono, di sciuparlo e tenerlo tutto per sé, di tirare dritto rivendicando solo diritti e rifuggendo da qualsiasi responsabilità.

Cerchiamo di lanciare ai nostri giovani un messaggio importante: ringraziare e condividere con il fratello: questo fa grande la vita!

PROGETTARE

Progettare innanzitutto un futuro con Dio Padre cambiando prospettiva: non ce la possiamo fare da soli perché il futuro va costruito nel confronto e nel discernimento alla luce della Parola, giovani e adulti insieme! Tutti siamo chiamati a divenire consapevoli che il Vangelo ci chiama non alla fuga ma ad una responsabilità diretta in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà e ad una testimonianza gioiosa e coraggiosa nelle pieghe del quotidiano.

Francesca R., MdI