Se sono un visitatore volontario mi domando: perché ho scelto di mettermi a disposizione di persone sofferenti e bisognose? Per impiegare il tempo libero? Per poter dire a me stesso che qualcosa di buono so compierlo anch’io? Perché anche altri miei amici e amiche lo fanno?

Solamente se un amore profondo per il mio prossimo sofferente mi ha mosso, se la convinzione che l’uomo deve essere aperto all’uomo come un fratello e che la vita ci è data perché la trasformiamo in un dono d’amore e di speranza, solamente allora posso credere al significato e al valore di questo mio impegnarmi.

Vedere nell’uomo un fratello, in quest’ora in cui tanti si odiano e si professano rivali e nemici..

Accostarmi all’uomo che soffre per offrirgli un dono di fede e di speranza mediante la carità del mio operare…Far sentire a ognuno che c’è un Uomo per eccellenza, il Cristo, che di ognuno è la Speranza…allora il tempo, molto o poco che sia, che io metto a disposizione del fratello, è tempo davvero non sprecato, e la speranza che io dono mi viene a sua volta ridonata da Dio e diventa in me sorgente di speranza nuova.

(Tratto da Brevi articoli di Germana Sommaruga sulla Speranza rivolti a chi assiste i sofferenti – Biblioteca dell’ “Associazione Amici Insieme con Germana”).