"...ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...
...ero malato e mi avete visitato,
carcerato e siete venuti a trovarmi...
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
lavete fatto a me"
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Il Signore Gesù è lanima della nostra vita, la forza che apre allamore il nostro essere. Egli è il Figlio diletto che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo (Gv 10,36). A immagine di Gesù, anche coloro che sono chiamati alla sua sequela, sono consacrati e inviati al mondo per continuarne la missione
Uomo tra gli uomini, Egli ne ha compatito le debolezze, li ha soccorsi nelle prove e infermità, ne ha condiviso le sofferenze, ha invitato a sé gli affaticati e gli oppressi (cf Mt 11, 28-30) |
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| La "missione" |
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"La testimonianza evangelica a cui il mondo è più sensibile
è quella dellattenzione per le persone
e della carità verso i poveri, i piccoli, verso chi soffre.
La gratuità di questo atteggiamento e di queste azioni
che contrastano profondamente
con legoismo presente nelluomo,
fa nascere precise domande
che orientano a Dio e al Vangelo.
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Per vocazione cerchiamo di seguirne le orme, vivendo la missione specifica verso i sofferenti. Essa ci caratterizza tra gli Istituti Secolari nella Chiesa. In forza della consacrazione, la "missione" si esprime nellazione e nellofferta della vita intera, soprattutto per i morenti. La croce rossa che, insieme al crocifisso, riceviamo al momento della Donazione, ci ricorda appunto un impegno di amore pieno e totale. |
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La nostra "missione" si ispira alla spiritualità di S. Camillo de Lellis; si rivolge quindi a ognuno che soffre e ci sollecita a essere presenza di Cristo risorto, Speranza degli uomini, tra i più piccoli dei suoi e nostri fratelli: malati, morenti, anziani, handicappati, emarginati, oppressi da qualunque patimento, e ci invita a prenderci cura di ogni forma di sofferenza fisica e psichica.
In questa linea abbiamo assunto, fin dallinizio, il quarto vincolo di carità verso i sofferenti, impegnandoci a vivere la "missione" verso chi soffre in tutta la sua vastità. Con questo spirito ci impegniamo nelle diverse professioni, non soltanto sanitarie, in ogni campo di volontariato e in ogni realtà sociale o ecclesiale.
Siamo aperte a tutte le opere di misericordia cristiana, secondo le situazioni e possibilità personali, ovunque sia necessario essere una presenza di speranza, e poniamo attenzione a sensibilizzare anche altri, cercando di scoprire con loro, secondo i tempi e le situazioni, nuove forme di sofferenza e nuove forme di servizio.
A fondamento della nostra "missione" poniamo fede nel significato e nel valore della vita, fede nel valore delluomo nella sua inscindibile unità di spirito e corpo: senza questa visione non si può intuire il senso della sofferenza umana e il suo significato redentivo. |
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"Vi ricordo di "dar la mano" a Dio, che è Padre buono, di restare in comunione con Cristo, che è la nostra speranza,
di ascoltare lo Spirito, santo e santificatore, di essere figlie per Maria, segno di sicura speranza e consolazione,
di guardare a Camillo de Lellis e di volergli bene.
Vi invito a estendere con slancio e insieme umiltà, la spiritualità nostra e la nostra "missione"..
(dal testamento di Germana 23.11.83)
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