Forse proprio non ci pensavo. Poi, un giorno, una chiamata. Ma una chiamata particolare: non a cose grandiose, non a prodigi di quelli che fanno restare a bocca aperta. Macché! Una chiamata quasi silenziosa, timida: la chiamata alla speranza. Ossia ad alimentarmi io della Speranza – Cristo, e a diffonderla intorno a me.

Anzi, non solo attorno a me, ma anche fra sconosciuti.

Ma, Dio mio, che cosa posso portare io a questo fratello? Posso portargli solo ciò che tu mi poni in cuore e sul labbro.

Io sono come un bambino che, quando in chiesa si avvicina l’incaricato di raccogliere l’obolo, tende la mano alla mamma, e versa poi nella bussola dell’elemosina quella moneta…che non è sua! Così, io offro al fratello che soffre quella speranza che Tu, Speranza degli uomini, poni in me. Perché, insieme alla chiamata ad impegnarmi nell’incontro ai sofferenti, tu hai anche a me offerto la Speranza!

Tratto da “Brevi articoli di Germana Sommaruga sulla Speranza rivolti a chi assiste i sofferenti” – Biblioteca “Amici Insieme con Germana”.